È l’alba. Dalla finestra aperta, osservo il mare calmo rivestirsi di luce e rivelare preziose trasparenze di turchese e smeraldo. L’immensa distesa d'acqua s’increspa, baciata dolcemente dalla brezza mattutina, fino a fondersi in lontananza con l’orizzonte. Respiro profondamente il profumo salmastro, e ancora una volta mi sento in pace con me stessa, immersa nella grande quiete marina che accompagna la nascita di un nuovo giorno.
Sono persa in un dolce sogno a occhi aperti, quando lo squillo importuno del telefono mi riporta bruscamente alla realtà.
All’altro capo della linea c’è mia cugina, la vispa Teresa, che m’informa, con la sua solita incontenibile energia, che arriverà in giornata, più o meno all’ora di pranzo e si fermerà per il week end.
“Potevi avvisarmi prima …” le rispondo seccata.
“Scusa, l’abbiamo deciso all’improvviso … avevo tanta nostalgia.”
La capisco, non è stato facile lasciare casa e affetti per trasferirsi nella fredda Germania. Ma per amore, si sa, noi donne siamo disposte a tutto, e Terry è davvero innamorata persa del suo Max. E lui di lei. E poi ci sono i bambini: tre pestiferi pargoletti che aggiunti al mio piccolo campione possono diventare più distruttivi dei quattro cavalieri dell’Apocalisse … brrr … nonostante il caldo, sento un brivido gelido serpeggiarmi lungo la schiena. Altro che mattinata in spiaggia … in attesa che cali su di me l’orda barbarica, sarà bene darsi da fare.
La mia cuginetta è vegetariana, ma non è un problema: le mie ricette estive sono quasi tutte a base di verdure. Innanzi tutto preparerò le Zucchine marinate all’aceto.
Voglio preparargliele anche grigliate.
Scelgo sempre zucchine sottili che taglio per il lungo a fettine spesse pochi millimetri. Le griglio sulla piastra calda, pochi minuti per parte, salandole. Quando sono cotte, le adagio in una teglia e condisco ogni strato con menta, origano, pepe, aceto, poco sale. Infine una spruzzatina di olio.
Sono leggere, profumatissime e molto appetitose.
Ora è il momento di pensare al primo piatto. Una bella insalata di pasta con melanzane, mozzarella e pomodori secchi dovrebbe risolvere il problema.
Lavo due melanzane medie, le taglio a cubetti e le immergo nell’acqua salata per mezz’ora perché perdano l’amarognolo.
Nel frattempo metto a bollire l’acqua per cuocere la pasta e taglio a listarelle 50 g di pomodori secchi ben scolati dall’olio di conservazione.
Faccio imbiondire uno spicchio d’aglio e un cipollotto fresco e lo soffriggo per qualche minuto con i cubetti di melanzane, poi elimino l’aglio e lascio cuocere il tutto, dopo aver salato, aggiungendo un po’ d’acqua calda.
Per la pasta ho scelto le penne rigate, che accolgono bene il condimento, e sto attenta che siano cotte al dente. Quando sono pronte le metto in una zuppiera e le lascio raffreddare. Poi aggiungo i pomodori e le melanzane, i pezzetti di mozzarella, e infine una bella spolverata di origano.
Metto tutto in frigo.
Per i bambini voglio preparare una fresca merenda: i biscotti-gelato.
Dalla dispensa prelevo dei biscotti secchi. In una teglia bassa li dispongo in quattro file a faccia in giù contando fino a sedici. Per il ripieno monto a neve fermissima 250 g di panna e la metto in frigo. A parte frullo due tuorli d’uovo con 50 g di zucchero a velo. Con molta delicatezza incorporo la crema ottenuta alla panna montata, facendo attenzione che non si smonti. Livello per bene e ricopro con uno strato di biscotti facendo attenzione che corrispondano a quelli sotto e li metto in freezer dove resteranno per qualche ora.
I biscotti-gelato sono come le ciliegie, uno tira l’altro, e risultano pericolosissimi per la linea, perciò noi adulti, sempre in lite con la bilancia, dovremo accontentarci di una granita di limone.
Una serie di energiche scampanellate segnala l’arrivo degli ospiti e nel giro di pochi secondi mi ritrovo stritolata in un caldo abbraccio di famiglia. Chi l’ha detto che i tedeschi sono freddi? Il gigantesco Max mi solleva praticamente da terra per la gioia di vedermi e la mia cuginetta ... ah, è proprio un amore! Bionda e nordica per quanto io sono bruna e mediterranea, mi stringe forte come se non ci vedessimo da anni, mentre invece sono trascorsi solo pochi mesi dall’ultimo incontro.
“Ma dove la troverete tanta energia col caldo che fa?” brontolo mentre cerco di riprendere fiato. In realtà sono felicissima di riaverli con me.
Essendo coetanee, io e Teresa siamo cresciute insieme come sorelle. Ci basta uno sguardo e un sorriso per ristabilire l’antica complicità. Dopo i saluti, i pargoli hanno invaso la casa con la forza rovinosa di uno sciame di cavallette, ma per fortuna ho già messo in salvo gli oggetti più fragili.
Come Dio vuole, ci mettiamo a tavola e il pranzo si svolge tranquillamente in un vociare placido e festoso. Teresa mangia di gusto, finché, mentre sbocconcella una fetta di pane fatto in casa, non le viene in mente di chiedere: - È fatto con farina biologica, vero?
"Naturale, rispondo candida, in più ho sorvegliato personalmente che il grano fosse molito su macine rigorosamente di pietra."
Mi guarda un attimo, perplessa, ma sarà per la stanchezza del viaggio o per i bambini che fanno baccano, non coglie la mia ironia. Io scuoto la testa … come se in un piccolo supermercato di provincia fosse facile trovare prodotti biologici … non sa che qui abbiamo abbondanza di sole, mare, vento e poco altro?
Dopo pranzo, i maschietti scendono in spiaggia e noi ne approfittiamo per riposare un po’. Non posso resistere: poco dopo mi alzo e dò un’occhiata ai libri che Terry mi ha portato in regalo.
Il primo è “Quello che mi piace di te” di Beth Kery. Leggo la trama: Lucien Sauvage (sauvage sta per selvaggio, però … il nome promette bene) è bello, ricchissimo, uno degli imprenditori più affermati di Chicago ( eh ti pareva!). È anche un amante dei piaceri della vita, (ovvio, no?) tant'è che il Fusion, il ristorante più alla moda della città, costruito in cima allo spettacolare grattacielo della Noble Enterprises, è una sua creazione, dall'arredamento minimal chic alla scelta dell'impeccabile personale. Quando Lucien scopre il suo capo chef che flirta spudoratamente con una giovane apprendista, va su tutte le furie: la ragazza che si fa corteggiare non è altri che Elise Martin, conosciuta quando viveva a Parigi, e di cui aveva perso le tracce. Lei è a sua volta una ricca ereditiera, (di bene in meglio) col pallino della cucina: chiaro che la sua presenza a Chicago, nel ristorante di Lucien, non è un caso ma una provocazione. Furente di rabbia (o si chiama forse gelosia?), Lucien fa di tutto per rendere impossibile l'apprendistato culinario di Elise. Comincia così, tra estenuanti scaramucce e solenni dichiarazioni di reciproco odio, una guerra senza esclusione di colpi, fino a che verrà a galla il segreto che lega Lucien e Elise fin dai tempi di Parigi. E che rischia di essere molto pericoloso per entrambi. Pericoloso quasi come l'amore.
Bella trama! Nei romance, visto che il finale è scontato, la parte che mi piace di più è quella delle schermaglie e queste mi sembrano proprio gustose. Inoltre, pare che il romanzo sia piuttosto "piccante".
Chloe Madison ha trent'anni, un fisico da modella (sai che sorpresa...) e un diploma di chef (ma guarda un po'...). Peccato che abbia anche una grossa delusione d'amore da dimenticare. È l'occasione perfetta per mollare tutto, lasciare New York e ripartire da zero ( classico cliché dei romanzi chick lit). Con una nuova vita e un nuovo lavoro... a Sugar Creek, un paesino sperduto nel Vermont. Che cosa c'è di più dolce che cucinare per Daisy, una simpatica vecchietta che va matta per i cupcake? Che cosa c'è di più seducente della pasticceria? Solo una cosa: Devlin Monroe, l'uomo più sexy e inaccessibile del paese... Al contrario della nonna, l'eccentrica e gaudente Daisy che ha dato ospitalità a Chloe, Devlin è tutto casa e azienda: ha troppo da fare per lasciarsi tentare dai piaceri dell'esistenza. Almeno fino a quando conosce la nuova arrivata. Come può resistere di fronte a una ragazza così piena di passione, e non solo tra i fornelli? Ma vecchi segreti di famiglia rischiano di stroncare sul nascere la storia tra Chloe e Devlin, che deve decidere se i suoi sentimenti sono la ricetta di un disastro oppure un delizioso peccato che durerà per sempre...
Non molto originale, ma davvero carino.
Ah, la mia cuginetta ha scelto bene! L’estate, che già si annuncia bollente, diventerà torrida con queste letture. Non vedo l’ora.
Intanto la sento rovistare in cucina e aprire lo sportello della dispensa, quello che cigola sinistramente come la porta di una casa infestata dagli spettri.
Ohps! Presto scoprirà che di farina biologica non c’è neanche l’ombra. Infatti, se ne esce in una serie di esclamazioni che culminano in un urlo degno di Tarzan:
“Lilianaaaaaaaaaaaaaaa”
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