mercoledì 19 marzo 2014

I falò e le zeppole di San Giuseppe in Puglia

La festa di San Giuseppe in Puglia è ancora molto sentita.
La sera, sia nelle campagne che nei paesi, sopravvive la tradizione di accendere dei grossi falò che illuminano a giorno la notte primaverile e segnano la fine dell'inverno. E' un rito antico, risalente al paganesimo, su cui si è innestata la festa cristiana. Intorno al fuoco si fa musica, si balla e si canta in allegria. Si offrono degustazioni di vino e altre prelibatezze ai passanti che girano per visitare i vari falò, allestiti dai volenterosi abitanti delle contrade o dei quartieri cittadini.
Nel Salento c'è la tradizione delle tavole imbandite che vengono approntate nelle case in onore dei santi (fino a tredici).
I dolci pugliesi dedicati alla ricorrenza sono le Zeppole, una sorta di bignè farciti di crema e amarene.
Senza entrare nell'annosa questione di decidere se sono più buone quelle baresi o le napoletane, ecco la ricetta delle Zeppole baresi:




Zeppole baresi di San Giuseppe






Ingredienti
150 g di Farina 00         
125 g  di strutto (sugna)
250 g di Acqua
1 pizzico di Sale
4 Uova intere                  
Crema pasticcera      
Amarene 


  • Far bollire l'acqua salata con lo strutto e spegnere il fuoco.
  • A fuoco spento aggiungere la farina in una sola volta e mescolare. Riaccendere il fuoco e continuare a rimestare finché non si sentirà un leggero sfrigolio.
  • Spegnere il fuoco, lasciar raffreddare e quindi aggiungere le uova, una alla volta.
  • Mettere il composto così ottenuto in una tasca da pasticcere e ricavare delle ciambelline.

Per quanto riguarda la cottura, c'è chi le frigge subito in olio bollente e chi le inforna in una teglia rivestita di carta antiaderente. Le prime s'inzuppano d'olio e sono poco digeribili. Le seconde sono un po' dure.
Infine c'è un terzo metodo. Si infornano per 10 minuti a 180° per farle gonfiare e asciugare, poi si friggono.
Qualunque metodo preferiate, una volta cotte, le zeppole vanno decorate con crema pasticcera e le deliziose amarene.

Le Tavole di San Giuseppe sono grandi tavolate che le famiglie di alcuni paesi del Salento imbandiscono il 19 marzo di ogni anno in onore di San Giuseppe. Queste tavole sono realizzate con diverse pietanze che vanno dai lampascioni alle "rape", dai "vermiceddhri" (tipo di pasta con cavoli) al pesce fritto, dalle pittule alla zeppola, dal pane a forma di grossa ciambella ai finocchi e alle arance. Il tutto viene consumato a mezzogiorno del 19 marzo dai cosiddetti "santi" impersonati da amici o parenti delle famiglie che vanno da un numero minimo di tre (San Giuseppe, Gesù Bambino e la Madonna) a un numero massimo di tredici, sempre comunque di numero dispari.
Fonte Wikipedia



martedì 18 febbraio 2014

Spazio esordienti: Rebecca e Sofia Domino

Come avete letto nel titolo del post, oggi la rubrica esordienti è dedicata a due giovani autrici, Rebecca e Sofia Domino, che mi hanno gentilmente segnalato i loro libri.
Sono sorelle, vivono in Toscana e oltre a un grande affetto reciproco, condividono  la stessa passione per la scrittura.
Per il loro esordio letterario  hanno scelto un tema importante, quello dell'Olocausto, l'immane tragedia  che  sconvolse l'Europa durante il secondo conflitto mondiale.
Sicuramente tutti noi  conosciamo l'argomento per averne letto nei libri o per aver visionato dei film, tuttavia è importante continuare a parlarne per far conoscere quella triste pagina di storia anche alle nuove generazioni e soprattutto perché quegli orrori non debbano mai più ripetersi.








LA MIA AMICA EBREA, di Rebecca Domino

trama:
Amburgo, 1943. La vita di Josepha, quindici anni, trascorre fra le uscite con le amiche, le lezioni e i sogni, nonostante la Seconda Guerra Mondiale. Le cose cambiano quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei. Fra loro c'è Rina, quindici anni, grandi e profondi occhi scuri.
Nella Germania nazista, giorno dopo giorno sboccia una delicata amicizia fra una ragazzina ariana, che è cresciuta con la propaganda di Hitler, e una ragazzina ebrea, che si sta nascondendo a quello che sembra essere il destino di tutta la sua gente.
Ma quando Josepha dovrà rinunciare improvvisamente alla sua casa e dovrà lottare per continuare a sperare e per cercare di proteggere Rina, l'unione fra le due ragazzine, in un Amburgo martoriata dalle bombe e dalla paura, continuerà a riempire i loro cuori di speranza.
Un romanzo che accende i riflettori su uno dei lati meno conosciuti dell'Olocausto, la voce degli "eroi silenziosi", uomini, donne e giovani che hanno aiutato gli ebrei in uno dei periodi più bui della Storia.

pagine: 300

prezzo: 1.99 (ebook)

data di pubblicazione: 27 gennaio 2014 (Giornata della Memoria).

canale di distribuzione: Lulu



Breve biografia dell'autrice: sono nata nel 1984, e da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa mia grande passione per molti anni, sono tornata a scrivere e adesso è ciò che mi piace di più fare. Sono anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "La mia amica ebrea" è il mio primo romanzo.


QUANDO DAL CIELO CADEVANO LE STELLE, di Sofia Domino

trama:
Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la Seconda Guerra Mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.
Quella determinazione che le farà amare la vita, e che le ricorderà che anche le ragazzine ebree hanno il diritto di sognare. Perché non esistano mai più le casacche a righe, perché nessuno sia più costretto a vivere in base a un numero tatuato su un braccio o in base a una stella cucita sulla veste.
Perché dal cielo non cadano più le stelle.

pagine: 496

prezzo: 1.99 (ebook)

data di pubblicazione: 27 gennaio 2014 (Giornata della Memoria).

canale di distribuzione: Lulu



Breve biografia dell'autrice: sono nata nel 1987 e sin da quando ero piccola mi piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la mia passione principale. Oltre a scrivere adoro leggere e sognare. Inoltre, viaggio non appena posso. "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il mio primo romanzo.



martedì 11 febbraio 2014

Riso al forno con patate e carciofi

Una tipica ricetta invernale nel segno della migliore tradizione gastronomica pugliese, fatta di preparazioni semplici e ingredienti genuini.

La cottura in forno e la gratinatura renderanno questo piatto particolarmente gustoso. Se poi avete la fortuna di possedere un forno a legna, sentirete che bontà...


Ingredienti per 4 persone
4 carciofi puliti e tagliati a spicchi
250 g di riso che non scuoce (parboiled)
3 patate medie
prezzemolo tritato
sale
pepe
olio extravergine di oliva
formaggio Grana grattugiato
pangrattato


Sul fondo di una teglia su cui avrete spruzzato un po' d'olio, disponete uno strato di carciofi affettati. Salate e pepate.
Coprite i carciofi con il riso.
Affettate le patate e coprite completamente il riso parboiled in modo da formare una sorta di coperchio.
Salate, pepate e aggiungete il prezzemolo tritato.
Spargete il Grana grattugiato e infine coprite tutto con un po' di pangrattato (una volta cotto si formerà una bella crosticina dorata).


Aggiungete la quantità di acqua salata necessaria a raggiungere il livello delle patate.
Infornate a 200° per 45 minuti circa.


Il riso deve essere necessariamente il parboiled perché tiene la cottura altrimenti vi ritroverete con un risultato "colloso" che vi rovinerà la riuscita di questa ricetta.


Se vi interessa un'altra gustosa ricetta di riso al forno, cliccate su Riso con patate e cozze






Curiosità


Artichokes.jpg



Il carciofo (Cynara Scolymus) è una tipica pianta degli ambienti mediterranei. Il suo ciclo naturale è autunno-primaverile: alle prime piogge autunnali le gemme del rizoma si risvegliano ed emettono nuovi getti. I primi capolini sono emessi verso la fine dell'inverno, a partire dal mese di febbraio. In tarda primavera la pianta va in riposo con il disseccamento di tutta la parte aerea.


La storia
La pianta chiamata Cynara era già conosciuta dai greci e dai romani, ma sicuramente si trattava di selvatico. A quanto sembra le si attribuivano poteri afrodisiaci, e prende il nome da una ragazza sedotta da Giove e quindi trasformata da questi in carciofo.
Nel secolo XV il carciofo era già consumato in Italia. Venuto dalla Sicilia, appare in Toscana verso il 1466.
La tradizione dice che fu introdotto in Francia da Caterina de' Medici, la quale gustava volentieri i cuori di carciofo. Sarebbe stata costei che lo portò dall'Italia alla Francia quando si sposò con il re Enrico II di Francia. Luigi XIV era pure un gran consumatore di carciofi.


Componenti
Dopo l'acqua, il componente principale dei carciofi sono i carboidrati, tra i quali si distinguono l'inulina e le fibre.
I minerali principali sono il sodio, il potassio, il fosforo e il calcio.
Tra le vitamine prevale la presenza di B1, B3, e piccole quantità di vitamina C.


La medicina naturale e la fitoterapia usano il carciofo nel trattamento dei disturbi funzionali della cistifellea e del fegato, delle dislipidemie, della dispepsia non infiammatoria e della sindrome dell'intestino irritabile. Lo utilizza inoltre, per il suo sapore amaro, in caso di nausea e vomito, intossicazione, stitichezza e flatulenza. La sua attività depurativa (derivata dall'azione su fegato e sistema biliare e sul processo digestivo) fa sì che venga usata per dermatiti legate ad intossicazioni, artriti e reumatismi.


 Fonte Wikipedia









venerdì 31 gennaio 2014

Spazio esordienti: Mermaid - La ragazza che veniva dal mare di Michele Vitale



Oggi inauguro una nuova rubrica dedicata agli autori esordienti. Sappiamo tutti quanto sia difficile ottenere visibilità per un autore alla prima pubblicazione, specialmente in un paese come il nostro dove gli aspiranti scrittori sono tanti e i lettori sempre troppo pochi ...  perciò questo spazio sarà dedicato alle nuove leve della scrittura italiana.


Voglio cominciare con un giovane autore pugliese, Michele Vitale, che scrive storie di genere fantastico - romantico.

Titolo: Mermaid  - La ragazza che veniva dal mare
Autore: Michele Vitale
E book: € 2,99
Cartaceo: prossimamente
Self published


Trama
È estate quando l'intera baia di Aglesia rimane sotto shock dagli eventi che si abbattono sulla cittadina, nelle acque profonde che bagnano la riva. Morti strane, violente e sospette si susseguono a ritmi costanti, scombussolando la quotidianità degli abitanti che cercano una spiegazione a quegli strani eventi. La risposta a quelle morti però, sembra averla trovata Tom, diciottenne introverso ed unico sopravvissuto agli strani incidenti. Che cos’è che distrugge le barche e dilania i corpi degli sciagurati che vengono uccisi!? Secondo Tom, la minaccia viene dal mare, popolato da branchi di sirene assassine… Ma nessuno gli crede, a cominciare da suo padre, l’uomo di cui Tom ha profonda stima e fiducia. Ma se gli altri hanno ragione… se le sirene non esistono… allora chi è Leila, la ragazza che gli ha salvato la vita il giorno dell’incidente!? Tom lo sa. È una sirena. Ma non come le altre. Lei è bella, buona e… spaventata. Le sirene malvagie le stanno dando la caccia e lei non ha saputo far altro che rifugiarsi fra le braccia del giovane pescatore. Ma cosa succederà quando gli abitanti di Aglesia scopriranno la verità su di lei? Tom è pronto a difenderla, anche se significa andare contro la sua stessa natura, perché, in fondo al suo cuore, sa già di essersene innamorato.
 
Avvincente e misterioso, La ragazza che veniva dal mare è il primo volume della saga di Mermaid
Potete acquistarlo su tutti gli stores on line.


L'incidente in mare

 

Autore: Michele Vitale
Editore: Self Published
Pagine: 15 ca.
Prezzo: Gratuito
Data di pubblicazione: 11/10/2013
 
Trama: La giovane sirena Leila, dopo tanto navigare, arriva lungo le coste di Aglesia dove l'accoglienza non è delle migliori. Si ritrova in mezzo al naufragio di una piccola barca di un giovane pescatore: Tom. Le leggi del mare proibiscono ad una sirena di intralciare il destino di un umano, eppure non riesce a resistere all'impulso di salvarlo. Ma cosa ha provocato l'incidente? Tre sirene assassine, mostri marini senza cuore, hanno fatto di tutto per colpire la loro vittima, ma Leila si è messa in mezzo e adesso vogliono fargliela pagare. Riuscirà la giovane sirenetta a salvarsi? Ma soprattutto, riuscirà a restare lontana da quel ragazzo che le ha già rubato il cuore?


Questo racconto è scaricabile gratuitamente dal sito dell'autore, se volete leggerlo andate su

Biografia
Nato nel 1995 ad Altamura, un piccolo paesino in provincia di Bari conosciuto per il suo buon pane che non manca mai sulle tavole delle famiglie, Michele sin da piccolo ha ammirato i libri e il profumo della carta stampata cominciando la sua avventura letteraria con "Zanna bianca" di Jack London per poi giungere sino a Guillaume Musso, di tutt'altra vena artistica. Frequenta un istituto tecnico commerciale che non ha nulla a che vedere con la letteratura e la scrittura, bensì con conti matematici e partita doppia, ma questo non influisce su ciò che scrive. Ha cominciato a scrivere all'età di 14 anni e da allora non si è mai fermato.




Se poi vi interessa conoscere una vicenda realmente accaduta ad Altamura, cliccate su:
Focaccia blues, quando un'umile focacceria pugliese sconfisse Mc Donald's

sabato 28 dicembre 2013

Erielle ci presenta in anteprima il suo romanzo "Come la marea"


Cosa fareste se un affascinante sconosciuto si fosse comodamente installato in casa vostra? E se vi trattasse con sufficienza, convinto che l’intruso non sia lui, ma voi? L'insolita esperienza capita a Laura Roversi, una single di trent'anni che lavora tutto l'anno nella cancelleria di un tribunale, sepolta viva sotto una montagna di scartoffie. Delusa dall'amore, ferita dalla vita, vuole solo godersi in  santa pace la sua vacanza e non immagina certo, rientrando nella vecchia casa di famiglia dopo un anno di assenza, d'imbattersi in un uomo alto e bruno, bello come un divo di Hollywood che la osserva infastidito e non vede l'ora di metterla alla porta. Naturalmente fra i due sprizzeranno scintille fin dal primo istante.

Comincia così una difficile convivenza complicata dall’arrivo di un enigmatico principe russo. Divisa fra i due uomini, per la prima volta la protagonista scoprirà la forza travolgente della passione e il tormento dell’amore.
Con le sue case imbiancate a calce, che si riflettono nel porticciolo specchiato d'azzurro, il luogo dov'è ambientata la storia  incarna lo stereotipo dell'isola mediterranea, uno di quei posti dove gli abitanti si conoscono tutti e non ci sono segreti.

La vicenda procede a ritmo serrato, fra incontri bollenti, intrighi internazionali e tesori nascosti, fino al piacevole “happy end”.



Conosciamo meglio i personaggi del romanzo:



Sara Felberbaum
Laura Roversi lavora presso la cancelleria del tribunale di una grande città del nord Italia e torna sull'isoletta  dove si trova l'antica dimora di famiglia soltanto in estate, per trascorrervi le ferie. Alloggia in una vecchia casa, la torre Albina, che sorge isolata in cima a una scogliera  a picco sul mare. Vive da sola, sta bene con sé stessa e dopo aver ricevuto una grossa delusione d'amore, non cerca nessuna relazione sentimentale.





Con le sue case imbiancate a calce che si riflettono nel grazioso porticciolo specchiato di azzurro, "l'isola" rievoca una qualunque località del Mediterraneo, uno di quei posti dove gli abitanti si conoscono tutti e sono più o meno imparentati fra loro.



Appena arrivata, Laura s'incontrerà, o meglio, si scontrerà con un affascinante sconosciuto, Nico Giordano, e subito fra i due sprizzeranno scintille, tanto più che si troveranno costretti a coabitare. 
Entrambi orgogliosi e ostinati, faranno di tutto per ignorare l'irresistibile attrazione che li ha spinti l'uno verso l'altro fin dal primo istante, finché un bel giorno ... 
 
La storia è scorrevole, a tratti divertente, non manca un po' di mistero e soprattutto c'è tanto eros.
(Nella foto l'attore Antonio Cupo che potrebbe impersonare
l'affascinante Nicolai).






Alexis Vladimirovich Rastrov è un milionario russo il cui lussuoso yacht è costretto a fermarsi in porto per un'avaria e anche lui si ritroverà attratto da Laura.
Bello e tenebroso, forte e dominatore, darà filo da torcere ai protagonisti. 
(Nella foto Olivier Martinez che mi ricorda Alexis)






Intorno a loro gravitano molte figure "di contorno": Clara, l'amica del cuore di Laura, esperta mangiatrice di uomini e dispensatrice di buoni consigli puntualmente disattesi; Thor, il padrino di Nico e suo altrettanto prodigo consigliere (me lo immagino come il simpatico protagonista di Last cop); la gentile Irina, madre di Alexis, una coppia di gemelli diversi alla ricerca di un tesoro perduto.

Il romanzo, solo in e book, è già disponibile.
Se volete leggere le prime pagine in anteprima cliccate  qui 
oppure potete acquistarlo su tutti gli stores on line:
Amazon  Bookrepublic Ultima Books Ibs ecc.

mercoledì 18 dicembre 2013

Cartellate e Pettole, le ricette dei tipici dolci natalizi pugliesi

Natale in Puglia è un vero tripudio per la gola, una festa di colori e  sapori!


I nostri dolci sono preparati con ingredienti semplici: miele, mandorle, vin cotto di fichi  o di uva, gelatina di mele cotogne, candida glassa di zucchero e ci accompagnano per tutto il periodo delle feste.


In tutta la regione, anche se conosciute con nomi diversi, sono diffuse le cartellate o carteddate  (frunzoli, frinzele, scarole, ncartiddati, scartagghiate). Si tratta di un impasto fatto con farina, olio e vino bianco steso sottilmente, tagliato a losanghe e attorcigliato per formare lievi rose che verranno fritte nell'olio bollente.
Ecco la ricetta:
Ingredienti:
1 kg di farina setacciata
200 g di olio
200 g di vino bianco
1 pizzico di sale
olio per friggere
miele o vincotto

Impastate la farina prima con l'olio riscaldato in un padellino, poi con il vino intiepidito e il sale.
Stendete la pasta in una sfoglia sottilissima, quasi trasparente, e col tagliapasta dentellato ritagliate delle strisce che unirete a formare delle rose. La velocità è essenziale perché se l'impasto si raffredda s'indurisce e diventa difficile da lavorare. Nel caso aiutatevi con un po' d'acqua calda.
Una volta pronte friggetele in abbondante olio d'oliva. Badate che la pasta resti chiara.
Fatele asciugare e passatele, poche per volta, in un tegame colmo di vincotto intiepidito. Disponetele subito dopo in un piatto da portata. In alternativa, la stessa operazione si può fare col miele.
Infine si cospargono con cannella e confettini di zucchero colorato.
Questi dolci si conservano per tutta la durata delle feste, fino all'Epifania .

Questa invece è la ricetta delle "PETTOLE" una sorta di frittelle leggere come nuvole.
Ingredienti:
1 kg di farina setacciata
200 g di patate
25 g di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
Lessate le patate, sbucciatele e passatele nel passapatate.
In una ciotola mettete la farina.
Al centro ponete il sale e le patate passate. Sciogliete il lievito in poca acqua tiepida. Aggiungetelo alla farina insieme all'acqua calda sufficiente a formare un impasto morbidissimo. Lasciatelo riposare nella ciotola finché non sarà raddoppiato.  Quando l'impasto sarà ben lievitato, formate delle palline e friggetele in olio abbondante. Servitele calde, spolverizzate con zucchero e cannella o intinte nel miele, nel vincotto di uva o di fichi o nella gelatina di melecotogne .

Curiosità
Il vincotto viene ottenuto dalla spremitura dell'uva e da una lunga cottura che lo porterà a restringersi fino a diventare uno sciroppo scuro e dolce, ottimo da gustare nella stagione fredda. Per ottenere un litro di vin cotto sono necessari 10 kg di uva e parecchie ore di bollitura a fuoco lento. Il suo gusto agrodolce è preferito da molti a quello del miele.

I Romani usavano il mosto cotto come ingrediente per arricchire carni ed altri piatti e nelle torte come edulcorante; prima che venisse introdotto l'uso dello zucchero di canna veniva anche mischiato al miele. Usavano anche il mosto cotto diluito con acqua come una dolce bibita energetica, o come base per creare un "vino" romano fortemente inebriante. La cucina di Apicio
( I° scec. d. C.) fa largo uso di defrutum. Il succo di frutti dolci (melacotogna, fichi, carrube) nell’antico Occidente veniva bollito e concentrato ottenendo così altre tipologie di mosto cotto che non è un vincotto in quanto non deriva dall’uva.
Tradizionalmente in Puglia è utilizzato per la preparazione di molteplici prodotti della tradizione, tra i quali spiccano le tipiche "pittule", i taralli neri, i "mustazzoli" e le "Carteddate" le famose cartellate pugliesi, rose fatte con un impasto particolare lavorato con olio e lievito e che vengono poi fritte e ricoperte con il Vincotto o "Cuettu". Con il vincotto inoltre, si preparavano già in età grecoromana e medievale ottime granite utilizzando la neve compressa nelle "neviere", grotte appositamente scavate nel sottosuolo per stipare questa rara precipitazione atmosferica dal momento che a quel tempo, nell’area della mite Terra d’Otranto, non esisteva altro modo per procurarsi il ghiaccio. Il vincotto è ricco di polifenoli antiossidanti benefici per la salute.
Fonte Wikipedia

 

 

giovedì 5 dicembre 2013

Ricette, racconti e idee per Natale

Natale è alle porte e come ogni anno mi viene voglia di preparare tante cose belle e soprattutto buone.
Ecco la ricetta dei biscotti da appendere all'albero, ma sono ottimi da mangiare anche subito.
Ingredienti:
350 g di farina
100 g di zucchero
100 g di miele
100 g di burro
1 uovo e 1 tuorlo
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di bicarbonato
Con gli ingredienti preparate una pasta frolla in cui ritaglierete le forme che preferite  (stella, alberello, ecc.)
Inutile ritagliare un buchino in cui poi inserire il nastrino perché in cottura si richiuderebbe, meglio bucarli con uno stecchino quando sono ancora caldi.
Infornate per 15/20 minuti finché saranno dorati e la cucina non verrà invasa da un delizioso profumino.
Miele e cannella inoltre daranno ai vostri biscotti un gusto particolare che richiama subito alla mente la magia delle feste ...
Decorate con glassa di zucchero, codette colorate o argentate,
insomma date fondo alla vostra fantasia.
Ecco i biscotti che ho preparato insieme al mio bambino ieri sera:
Vi consiglio di prepararne in abbondanza perché vanno a ruba e l'albero rischia di restare vuoto.



Inoltre se desiderate qualche idea per le decorazioni natalizie da realizzare semplicemente con quello che avete in casa, cliccate qui  e troverete le istruzioni per le "arance intagliate", la "frutta brinata" e il "cesto di pigne."
Se invece cercate un romantico racconto dall'atmosfera natalizia cliccate su Il dono più grande e potrete leggerlo.