Il dono più grande
di Liliana Fiume
Sono le cinque del pomeriggio quando esco di casa, a razzo, per lanciarmi nella frenetica ricerca degli ultimi regali. Non c'è più tempo per andare in giro per negozi, così decido di recarmi al centro commerciale più vicino con la speranza di trovare tutto lì.
Non so a voi, ma a me il Natale fa venire l'ansia. Questa scadenza che incombe su di me, il lavoro che a fine anno raddoppia, la scelta del dono giusto per ognuno ... in più le decorazioni da sistemare e i pranzi in famiglia, che per una single convinta come me, sono una vera tortura...
Insomma mi tranquillizzo solo dopo che l'uragano delle feste è già passato.
E' con questo spirito fiacco e la testa bassa che inforco una porta girevole, inciampo come al solito, e finisco dritta fra le braccia di Babbo Natale.
Imbarazzatissima, mi ritrovo a fissare due occhi incredibilmente azzurri che mi squadrano divertiti da sotto le sopracciglia bianche. Hanno qualcosa di familiare, li ho già visti in passato anche se non ricordo dove, e il resto del volto, nascosto sotto barba, baffi e parrucca, non mi aiuta nell'identificazione.
Lui mi ha rimessa in piedi, ma non accenna a lasciarmi andare. Mi scruta con gli occhi socchiusi con una sorta di sbalordito riconoscimento, poi pronuncia il mio nome in un soffio: - Laura.
Improvvisamente mi torna tutto alla mente. Sono passati vent'anni ma il dolore di quell'abbandono mi brucia ancora. Non so come ho fatto a non riconoscerlo subito, nonostante il travestimento.
- Va' all'inferno, Nicholas - sbotto acida - e adesso lasciami andare.
Lui non accenna a mollare la presa. Mi lancia uno sguardo scintillante di rabbia poi mormora: - All'inferno ci sono già stato ... - e a voce alta - vieni via dalla porta, stai intralciando l'entrata.
E mi trascina via con sè.
